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Estero 29 Settembre 2026

Via libera al Codice doganale UE: cosa cambia per le imprese

Con il regolamento (UE) 2026/2108 il nuovo Codice doganale UE ridisegna regole e controlli, con al centro Data Hub, gestione comune dei rischi e nuove semplificazioni. Per le imprese si prospettano fasi graduali di adeguamento.

Il nuovo Codice doganale dell’Unione apre una fase inedita per il sistema doganale europeo. Il 16.09.2026 il Parlamento europeo ha adottato la riforma, dopo il via libera definitivo del Consiglio del 3.09.2026.
Il regolamento (UE) 2026/2108, firmato il 16.09.2026 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 19.09.2026, sostituisce il regolamento (UE) n. 952/2013.

La riforma nasce dalla proposta presentata dalla Commissione europea nel maggio 2023 e punta a rispondere a un commercio internazionale profondamente cambiato. La crescita dell’e-commerce e l’aumento dei volumi delle importazioni hanno reso necessario un modello più coordinato, basato sulla condivisione dei dati e su una gestione comune dei rischi. Nel 2025, secondo la Commissione, nell’UE sono entrati circa 5,9 miliardi di articoli di e-commerce di basso valore, 4 volte il dato del 2022.
Il fulcro del nuovo sistema sarà l’EU Customs Data Hub, il centro doganale digitale europeo. La piattaforma è destinata a diventare il punto unico di accesso digitale per le operazioni doganali nell’UE e a sostituire progressivamente le infrastrutture informatiche oggi utilizzate dagli Stati membri. Per gli operatori, l’obiettivo è ridurre duplicazioni e adempimenti: i dati potranno essere trasmessi una sola volta. Per le dogane, invece, la disponibilità di informazioni aggiornate consentirà una valutazione del rischio più uniforme e controlli maggiormente mirati.
A governare questa nuova architettura sarà l’Autorità doganale dell’Unione europea (EUCA), agenzia con sede a Lille. L’Autorità, che sarà istituita nel 2027, avrà compiti di coordinamento nella gestione dei rischi e contribuirà a individuare aree prioritarie di controllo e criteri comuni. Le amministrazioni nazionali continueranno comunque a svolgere le proprie analisi e attività di controllo.

Per le imprese assume rilievo anche la nuova categoria degli operatori “Trust & Check”. Si tratta di soggetti che garantiscono un elevato livello di trasparenza e affidabilità della propria catena di approvvigionamento e che, nel rispetto di determinati requisiti, potranno accedere a procedure semplificate. Tra le facilitazioni previste rientra anche, in alcuni casi, la possibilità di svincolare le merci senza un intervento attivo della dogana.
Un capitolo centrale riguarda, come anticipato, l’e-commerce. Le nuove regole attribuiscono maggiori responsabilità agli operatori professionali: le piattaforme extra-UE che effettuano vendite a distanza verso l’Unione saranno responsabili degli adempimenti doganali e del pagamento dei dazi, anziché lasciare tali obblighi al consumatore finale.
Il Data Hub diventerà obbligatorio per l’e-commerce dal 1.07.2028; dal 2031 le imprese potranno iniziare a utilizzarlo su base volontaria e dal 1.03.2034 costituirà il punto di accesso doganale unico obbligatorio per tutti.
L’ultima novità riguarda le piccole spedizioni. Entro il 1.11.2026 sarà introdotta una tassa di gestione a livello UE (Union handling fee), destinata a contribuire ai maggiori costi sostenuti dalle autorità doganali per il controllo dei pacchi legati alle vendite a distanza. L’importo sarà stabilito dalla Commissione con un atto delegato. La misura è distinta dal dazio temporaneo di 3 euro, applicato dal 1.07.2026 alle importazioni di basso valore interessate dalla disciplina, introdotto nel percorso di superamento dell’esenzione doganale per le merci di valore non superiore a 150 euro (regolamento (UE) 2026/382).