L’Agenzia punta alla compliance sulla tempestiva emissione delle fatture elettroniche segnalando in via bonaria le violazioni commesse e spingendo alla sanatoria delle violazioni formali di imminente scadenza.
La fattura elettronica è uno strumento che senza dubbio ha rivoluzionato i cicli attivi delle aziende. Una delle caratteristiche della fattura elettronica è la tempestività e la capillarità di raccolta delle informazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Non meraviglia, pertanto, che l’Agenzia sia in grado di individuare massivamente anomalie nell’emissione delle fatture che in passato erano sostanzialmente invisibili.
Ecco dunque che, in periodo di tregua fiscale, occorre chiedersi quali violazioni siano sostanziali e quali siano formali. Infatti, le sole violazioni formali commesse fino al 31.10.2022 rientrano nella sanatoria delle irregolarità formali in scadenza entro il 31.03.2023 (poi prorogata al 31.10.2023).
Ebbene, tra le violazioni formali, la circolare n. 6/E/2023 ribadisce che vanno considerate:
fatture elettroniche emesse con errata indicazione del codice “natura”, ma correttamente inserite nella dichiarazione Iva;
fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio (SdI) oltre i termini ordinari, ma correttamente incluse nella liquidazione Iva di competenza con relativo versamento dell’imposta;
corrispettivi elettronici correttamente memorizzati, non inviati all’Agenzia delle Entrate ma correttamente inseriti in contabilità con liquidazione dell’Iva dovuta.
Queste violazioni sono "formali", in coerenza con quanto riportato nella circolare n....