Dire cosa aspettarci dal 2026 o, meglio, cosa succederà nel 2026 indipendentemente dalla nostra volontà, non è cosa semplice. Sembra ormai più materia astrologica che un ragionamento lineare a partire da una storia, da dati, da dinamiche evidenti. Qualcuno sta giocando con l’incertezza all’interno di una complessità pericolosa. Qualcuno sta giocando a dadi sul panorama internazionale.Mi limiterò a riflettere su qualche elemento che almeno ha punti certi da cui partire.Il primo è un concetto che sento sempre usare a proposito dei giovani. I quali sono descritti, secondo me impropriamente, come vivere in una bolla, cioè indifferenti alla realtà che li circonda, in un mondo autocostruito, fatto di relazioni digitali non autentiche.Bolla è anche quell’ambiente autoreferenziale high tech che sembra ormai avere come unica regola l’indifferenza. Il 90% della crescita del PIL USA è dato dagli investimenti in centri dati e metà della capitalizzazione della borsa americana si limita a 7 titoli. Il debito USA è al 140% del PIL.É un mondo a sé stante che cammina in un’altra dimensione, che si alimenta di sé stesso. È come una locomotiva che parte sparata senza accorgersi che dietro non ha vagoni da trainare. Va su Marte a cercare potere, poi torna su una Terra impoverita, piena di contraddizioni e di diseguaglianze.Qualcuno dice che la bolla scoppierà con una reazione a catena, forse sarà questione di mesi o di qualche anno, ma la storia dell’economia è...