Consulenza aziendale, commerciale e marketing
26 Settembre 2026
Windows 10 alla prova del tempo: prorogare gli aggiornamenti conviene?
Tra costi crescenti del programma ESU e obblighi di sicurezza informatica, le attività professionali devono decidere se pagare per rinviare la scadenza o rinnovare il parco macchine. Parametri e importi per scegliere con lucidità.
A quasi un anno dal termine del supporto ufficiale di Microsoft (fissato per il 14.10.2025), Windows 10 continua ad animare una quota considerevole delle postazioni di lavoro nei piccoli studi e nelle strutture professionali. Di recente, il rilascio della patch cumulativa KB5122878 ha riacceso i riflettori sul programma Extended Security Updates (ESU): va chiarito un equivoco diffuso, perché l’aggiornamento non corrisponde all’attivazione del servizio, ma è semplicemente il pacchetto mensile recapitato ai computer già iscritti al programma straordinario. L’adesione è una procedura autonoma e le condizioni variano in modo netto a seconda del contesto d’uso.Per i dispositivi autonomi, non collegati a un dominio centralizzato né gestiti via cloud aziendale, nell’Area Economica Europea l’estensione ESU è accessibile senza spese di licenza, dopo il confronto con le autorità europee per la tutela dei consumatori: basta autenticarsi periodicamente con un account Microsoft per restare protetti fino a ottobre 2027. La situazione cambia per le postazioni collegate alla rete dello studio o governate da criteri centralizzati, per le quali l’accesso richiede l’acquisto di licenze commerciali tramite i canali di fornitura Microsoft: il costo è cumulativo e raddoppia ogni anno, da 61 dollari (circa 53 euro) a dispositivo per il primo anno a 122 dollari (circa 107 euro) per il secondo, fino a 244 dollari (circa 214 euro) per il terzo, per un totale indicativo di 427...