Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto
19 Ottobre 2026
ZES Unica, il dossier sostiene la prova del credito d’imposta
Un fascicolo volontario collega progetto, spese e requisiti dell’agevolazione, senza sostituire la certificazione del revisore né vincolare i controlli.
Per il credito d’imposta ZES Unica, la difesa dell’investimento comincia prima di un eventuale controllo. La trasmissione delle comunicazioni e l’utilizzo in compensazione non equivalgono, infatti, a un’approvazione dell’ammissibilità del progetto. L’impresa deve poter ricostruire i presupposti dell’agevolazione anche quando sono trascorsi anni dall’acquisto dei beni. In questo quadro, il dossier aziendale assume una funzione concreta: raccogliere tempestivamente le prove e collegarle ai requisiti applicabili. Si tratta di un fascicolo volontario, privo di effetti vincolanti per l’Amministrazione Finanziaria, che consente di sostenere il confronto su elementi verificabili anziché su ricostruzioni tardive.Il riferimento è l’art. 16 D.L. 124/2023, convertito dalla L. 162/2023, con le disposizioni attuative del D.M. 17.05.2024 e le successive estensioni temporali. La L. 199/2025 ha prorogato il credito al triennio 2026-2028. La documentazione deve però essere costruita sulla disciplina dell’annualità interessata, evitando di trasferire automaticamente scadenze e condizioni da un esercizio all’altro.Il primo passaggio consiste nel descrivere l’impresa, la struttura produttiva e il progetto di investimento iniziale, secondo il Regolamento UE n. 651/2014. Non basta dimostrare l’acquisto: occorre spiegare perché i beni appartengono al programma agevolabile e quale funzione svolgono nell’attività produttiva. Da questa ricostruzione discende il...