Con l'imminente riapertura delle scuole si ripropone un serio problema che da qualche tempo affligge il comparto dell'istruzione, vale a dire quello delle cattedre vuote e delle carenze d'organico. Quest'anno, poi, il quadro si prospetta critico come non mai, tanto è vero che il ministro uscente del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) ha dovuto annunciare l'assunzione di oltre 50.000 insegnanti che si dovrebbero aggiungere ai quasi 700.000 già esistenti a ruolo. Per comprendere il fenomeno è utile fare un piccolo passo indietro e spiegare il farraginoso e complesso meccanismo di reclutamento degli insegnanti nel nostro Paese.
Da moltissimi anni l'immissione in ruolo del corpo docente avviene tramite 2 canali: il primo è costituito dalle graduatorie di merito dei concorsi ordinari; il secondo dalle cosiddette GAE (graduatorie ad esaurimento), cioè liste provinciali di docenti abilitati, ordinati per classi di concorso sulla base dell'anzianità di servizio e dei carichi familiari. Bene, dopo l'entrata in vigore della Riforma della “Buona scuola”, entrambi i canali si sono letteralmente prosciugati. Per quanto concerne il primo, i vincitori dell'ultimo concorso ordinario, proclamati nel 2016, si sono praticamente tutti collocati. Quanto al secondo, la maxi-sanatoria varata dal governo Renzi ha di fatto stabilizzato più di 100.000 precari.
Le prime graduatorie...