Accertamento, riscossione e contenzioso 31 Dicembre 2025

Abuso del diritto in ambito tributario: evoluzione concettuale

Il tema dell’abuso del diritto è fra le maggiori criticità del delicato rapporto Fisco-contribuente, nel difficile equilibrio fra tutela del gettito erariale e autonomia negoziale del contribuente.

L’evoluzione normativa e del diritto vivente è improntata a un necessario aggiustamento dell’equilibrio Fisco-contribuente, salvaguardando la libertà di scelta del contribuente e, contestualmente, disincentivando e sanzionando comportamenti che, seppur formalmente legittimi, di fatto risultano lesivi della norma.In origine non era prevista una definizione generale di abuso del diritto: le linee guida dell’accertamento erano basate su ben identificate norme antielusive, a carattere settoriale, le quali permettevano di disconoscere determinati vantaggi fiscali ove fossero realizzate operazioni prive di valide ragioni economiche. Allo stesso tempo, la giurisprudenza di legittimità aveva progressivamente valorizzato un duplice principio (legalità e tipicità dell’imposizione) tale da escludere la sanzionabilità di condotte astrattamente elusive in carenza di una precisa disposizione di legge.Ciò premesso, in conformità al diritto dell’Unione Europea, la Corte di Giustizia ha codificato un principio generale del divieto di abuso del diritto, prima in materia di Iva, stabilendo l’impossibilità di conseguire vantaggi tributari che fossero in aperto contrasto con il diritto comunitario.Siffatto orientamento è stato fatto proprio dalla Cassazione, che ha ammesso l’esistenza di un principio generale antielusivo, definito “immanente” all’ordinamento, per effetto del quale nulla osta al recupero dell’imposta pur in difetto di puntuali previsioni...

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