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Diritto 04 Gennaio 2019

Accertamenti sui conti di terzi? Opportuno vaglio dei riscontri


Com’è noto, l’estensione del controllo bancario su conti non necessariamente intestati al contribuente sottoposto a ispezione, ma a soggetti legati da stretti rapporti di parentela o vicinanza, rappresenta uno strumento di contrasto all’evasione delle imposte, oramai invalso nella prassi dell'Amministrazione Finanziaria. La fonte legislativa di tale forma di potere risulta dall’art. 32, c. 1, n. 7 D.P.R. n. 600/1973 che, riguardo all’accertamento delle imposte sui redditi, consente appunto al Fisco di accedere a copia dei conti bancari del contribuente. Con l’utilizzo di un'espressione volutamente generica, la norma in argomento ha quindi consentito nel corso degli anni l'acquisizione di copia dei conti intrattenuti con il contribuente, direttamente e nominativamente riferibili, anche con riferimento a conti che, benché intestati a terzi, fossero comunque ritenuti nella disponibilità del medesimo contribuente. Per espressa volontà legislativa, si è quindi voluto ampliare il potere ispettivo del Fisco senza limitarlo alla specifica tipologia del rapporto bancario, né tantomeno alla formale intestazione dei rapporti bancari da controllare, consentendo pragmaticamente di effettuare indagini finanziarie attingendo a situazioni ritenute di pertinenza del contribuente sottoposto a controllo, ancorché non formalmente correlabili. L’estensione di tali poteri ispettivi, spesso...

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