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Diritto
07 Aprile 2022
Accertamento analitico da studi di settore: onere della prova
È legittimo l’accertamento analitico-induttivo basato sulle risultanze degli studi di settore. Spetta al contribuente l’onere della prova (Cass., ord. 30.12.2021, n. 41943 – C.T.R. Sicilia 10.03.2022, n. 1996).
L’Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento sulla base degli studi di settore individuando in tal modo maggiori ricavi con conseguente ricalcolo della pretesa fiscale ai fini Ires, Irap, Iva oltre sanzioni. Il contribuente proponeva ricorso che veniva accolto dalla C.T.P., i cui giudici hanno ritenuto che l’Agenzia avesse fondato l’accertamento sul mero scostamento dei dati rispetto a quelli degli studi di settore, senza considerare la realtà in cui operava l’impresa. Avverso tale decisione, l’Agenzia delle Entrate proponeva appello che veniva anch’esso respinto dalla C.T.R. L’Ufficio ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo come motivo principale violazione e falsa applicazione dell’art. 62-bis D.L. 30.08.1993, n. 331. La sentenza della C.T.R. non aveva tenuto conto del fatto che l’Agenzia aveva valutato in sede di contraddittorio gli argomenti difensivi dedotti.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la sentenza impugnata. Nel caso in esame l’Agenzia delle Entrate aveva instaurato un contraddittorio endoprocedimentale agli esiti del quale il contribuente aveva dedotto una serie di argomentazioni finalizzate a giustificare lo scostamento tra gli indici standardizzati e i dati dichiarati che l’Ufficio, con apposita documentazione, ha disatteso nell’avviso di accertamento. Secondo l’indirizzo giurisprudenziale costante della Corte di...