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Diritto 22 Gennaio 2019

Accertamento con acquisizione irrituale delle prove


L’eterna disputa sulla validità dell’accertamento tributario conseguente all'irrituale acquisizione di informazioni, ha costituito oggetto di una recentissima ordinanza della Cassazione (n. 673, depositata il 15.01.2019), con cui i giudici sanciscono l'inutilizzabilità di prove reperite in seguito a un'azione ispettiva definita “perquisizione illegale”. Si trattava in realtà di un accesso eseguito nei locali adibiti promiscuamente ad abitazione e sede dell’attività d’impresa, in mancanza di autorizzazione della competente autorità giudiziaria, ex art. 52, D.P.R. 633/1972. Tale pronuncia offre un importante spunto di riflessione teorica, che ripercorrere la contrapposizione tra la tesi del “male captum bene retentum” (lett.: appreso male, giudicato bene) e della teoria dei "frutti dell’albero avvelenato” (fruit of poisoned tree, come è stata battezzata dalla giurisprudenza statunitense negli Anni ‘20), in base alla quale i vizi di una determinata raccolta e ricostruzione probatoria, finirebbero per incidere sugli atti successivi, generando una progressione della violazione originaria nei “frutti” stessi della ricerca, contaminandoli del medesimo veleno di cui risultava cosparso l’albero (recte: il vizio probatorio). Nel caso in esame, quindi, la Suprema Corte, ha optato per la seconda teorizzazione: il vizio originario di raccolta...

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