Accertamento, riscossione e contenzioso
10 Gennaio 2026
Accertamento di un maggior reddito e decadenza del CPB
Il D.Lgs. 13/2024 prevede la decadenza dal concordato preventivo biennale in presenza di accertamenti rilevanti. Tuttavia, i limiti ai poteri istruttori, il ruolo dell’accertamento bancario e il criterio di calcolo della soglia del 30% sollevano criticità applicative e incertezze sistematiche.
Il D.Lgs. 13/2024 contempla talune ipotesi di decadenza dal CPB che vengono legislativamente raccordate a eventi ritenuti privi di “meritevolezza” ai fini della conservazione dell’istituto, con il ripristino degli ordinari poteri di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e dell’ordinario regime fiscale di determinazione del reddito. Una causa di decadenza di particolare rilievo si raccorda con la possibilità per l’Amministrazione Finanziaria di continuare a sottoporre a controllo i soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale. All’Agenzia delle Entrate non è infatti precluso ogni potere di accertamento, in quanto, nonostante i maggiori redditi risultanti dalle scritture contabili non riassumano alcuna rilevanza fiscale, esso rimane necessario ai fini degli stessi obiettivi sottesi allo strumento del concordato che, come noto, sono protesi a generare nei successivi bienni un allineamento tra il reddito predefinito e l’effettivo indice di capacità contributiva del contribuente, per determinare il quantum effettivo del reddito conseguito. L’irrilevanza fiscale dei maggiori redditi realizzati, pur prospettando una momentanea forma di inconciliabilità costituzionale con il dovere contributivo ex art. 53 Cost., partecipa a una strategia fiscale tendente a far emergere l’evasione, allo scopo di incapsularla nelle successive commisurazioni concordatarie, trasformandola così in reddito imponibile. Questa almeno è la propulsione teorica dello...