RICERCA ARTICOLI
Diritto 04 Settembre 2020

Accertamento: i limiti della ricostruzione indiziaria del Fisco

Ai fini della validità dell’accertamento e delle eventuali contestazioni, non risulta ammissibile una valutazione parcellizzata e incompleta degli elementi indiziari, per di più senza tenere conto di altri elementi oggettivi di riscontro forniti dal contribuente.

La V Sez. Civ. della Corte Cassazione, con l’ordinanza 19.08.2020, n. 17372, ha chiarito ampiamente che al cospetto di una ricostruzione indiziaria del reddito del contribuente, oltre che motivare adeguatamente le ragioni per cui si propende per una determinata rideterminazione reddituale, è anche opportuno procedere a una corretta valutazione dei riscontri probatori forniti dal contribuente stesso, rispetto ai quali va sempre operato un adeguato vaglio di coerenza. La vicenda trae spunto dall'attività accertativa esperita dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di un taxista, cui veniva contestata la rideterminazione di maggiori ricavi, a fronte di quelli minori dichiarati. Da tale assunto conseguiva pertanto il recupero a tassazione di maggiori imposte. I presupposti sulla base dei quali l’Amministrazione Finanziaria ha proceduto scaturivano dalla desunta inattendibilità del ricavo giornaliero medio, oltre che da una serie di presunte anomalie nelle spese di manutenzione e di consumo di carburante: nessun rilievo veniva conferito agli assunti difensivi proposti dal contribuente; nessuna motivazione veniva espressa in ordine ai requisiti di irrilevanza delle medesime istanze difensive; nessun rilievo veniva conferito all'evenienza che il medesimo soggetto controllato risultava essere perfettamente in linea con le risultanze degli studi di settore, cui risultava essersi perfettamente adeguato. Sia in primo che in secondo grado,...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.