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Diritto
09 Dicembre 2020
Accertamento: media aritmetica semplice e beni disomogenei
L'accertamento induttivo non risulta legittimo qualora le operazioni di ricostruzione della capacità contributiva siano operate adottando la metodica della “media aritmetica semplice”, che abbia ad oggetto dei beni, comunque, non omogenei tra loro.
Con una recente sentenza, i Giudici di legittimità sono intervenuti per chiarire la correttezza della metodica dell'accertamento induttivo del reddito, basata sull'adozione di medie aritmetiche semplici e non ponderate. In particolare, i giudici di Piazza Cavour (Cass. Civ., Sez. V, ord. 20.11.2020, n. 26475) hanno stabilito che, ai fini della ricostruzione indiretta dei ricavi d'impresa, l'Amministrazione Finanziaria, per desumere il ricarico medio applicato alla merce compravenduta, è pienamente facoltizzata all'utilizzo della media aritmetica semplice, in luogo di quella ponderata, purché i beni presi in esame siano connotati da un'oggettiva omogeneità.
In pratica, si evidenzia che ai sensi dell'art. 39, c. 2 D.P.R. 600/1973, l'Agenzia delle Entrate può procedere alla determinazione del reddito di un determinato contribuente avvalendosi di dati e notizie raccolte, tra le quali rientra la redditività media del settore, la cui natura appare determinante nella scelta dello specifico metodo adottabile. Le opzioni disponibili sono quelle della “media aritmetica semplice” e della “media aritmetica ponderata”.
Riguardo a tale tematica, la giurisprudenza di legittimità, oramai da lungo tempo, ha avuto modo di chiarire (e ribadire in più occasioni) che in tema di accertamento induttivo nel reddito di impresa, fondato sulle percentuali di ricarico della merce venduta, la...