L'amministratore giudiziario è chiamato a gestire i beni sottoposti a provvedimento ablativo secondo precise procedure e con obblighi di rendicontazione dettagliata, dovendo operare sotto la direzione del giudice delegato e nel rispetto di un articolato quadro normativo.
Le linee guida del Cndcec contenute nel documento del 26.01.2026 definiscono in modo sistematico il quadro degli adempimenti fiscali gravanti sull’amministratore giudiziario nella gestione dei beni sottoposti a sequestro e confisca ai sensi del D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), evidenziando criticità interpretative e prospettive di riforma organica della materia.L’amministratore giudiziario è collocato al centro di un sistema complesso in cui si intrecciano diritto penale, amministrativo e tributario, con obblighi di gestione e rendicontazione dei beni oggetto di misure ablative. Il documento nasce per colmare l’assenza di una disciplina tributaria organica sui beni sequestrati/confiscati, offrendo agli operatori uno strumento operativo unitario rispetto a prassi prima frammentarie e non uniformi.Proventi illeciti e Codice Antimafia - Viene ricostruita l’evoluzione della tassabilità dei proventi illeciti: dalle incertezze interpretative fondate sull’art. 80 D.P.R. 597/1973 alla svolta dell’art. 14 L. 537/1993, che include espressamente i redditi da illecito tra quelli imponibili, salvo sequestro o confisca penale. Il CAM introduce, nel Libro I, Titolo III, Capo IV, gli artt. 50 e 51, dedicati al regime fiscale dei beni sequestrati e confiscati, in attuazione della delega della L. 136/2010 e con l’obiettivo di stabilizzare un quadro fino ad allora governato soprattutto da prassi amministrative (es. circ. n. 156/E/2000).Art. 50 CAM: estinzione per confusione...