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Lavoro
21 Giugno 2023
Agricoltura: il contratto di prestazione occasionale cambia forma
La legge di Bilancio 2023, in via sperimentale per gli anni 2023 e 2024, ha modificato la disciplina del contratto di prestazione occasionale in ambito agricolo.
Com’è noto, la disciplina, ovvero lo strumento, delle c.d. “Prestazioni occasionali” nasce nel 2017 al fine di sostituire il previgente “voucher”, oggetto di numerosi dibattiti e (presumibilmente) altrettanti abusi. Di recente, la legge di Bilancio 2023 interviene con specifico riferimento all’ambito agricolo, ridefinendo i connotati dello strumento per il settore con l’intento di pervenire a una semplificazione, perlomeno per il biennio 2023-2024. In particolare, all’art. 1, cc. 343-354, oltre a una serie di particolari previsioni, viene stabilito che la prestazione occasionale in ambito agricolo sia da catalogare quale prestazione di lavoro subordinato a tempo determinato, con le consequenziali tutele per esso previste. Nel dettaglio, la prestazione in oggetto è resa attuabile per:
prestazioni occasionali nel biennio 2023/2024;
attività di natura stagionale di durata non superiore a 45 giornate annue per singolo lavoratore, per una durata del contratto di lavoro che non superi i 12 mesi;
soggetti che, a eccezione dei pensionati, non abbiano avuto un ordinario rapporto di lavoro subordinato in agricoltura nei 3 anni precedenti all'instaurazione del rapporto, quali disoccupati, pensionati, giovani con meno di 25 anni di età (se regolarmente iscritti a un ciclo di studi), detenuti/internati o soggetti in semilibertà. A tal scopo, il datore di lavoro deve farsi consegnare...