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Società e contratti 30 Maggio 2026

Amministratori: cosa cambia davvero con il D.Lgs. 47/2026

Il D.Lgs. 47/2026 ridisegna la governance delle S.p.A.: amplia le funzioni esclusive degli amministratori, chiarisce la ripartizione tra organi delegati e consiglio (artt. 2381-bis e 2381-ter c.c.) e rafforza i doveri di condotta su conflitti di interesse e riservatezza.

Il D.Lgs. 47/2026 introduce una riforma organica che ridefinisce il ruolo e le responsabilità degli amministratori e la gestione delle società per azioni, puntando su una maggiore uniformità tra i diversi modelli di governance e su una disciplina più rigorosa dei flussi informativi e dei doveri di condotta.Chi amministra una società e cosa significa farlo davvero - Fino a oggi, la legge diceva che gli amministratori di una S.p.A. devono compiere le operazioni "necessarie" per portare avanti l'attività dell'impresa. Sembra ovvio, ma nella pratica quella parola "necessarie" aveva creato molte dispute: cosa rientra nell'ordinaria gestione? Cosa va oltre? Il D.Lgs. 47/2026 ha previsto un allargamento del perimetro: gli amministratori devono occuparsi anche delle operazioni "strumentali", cioè tutto ciò che serve a sostenere, preparare e orientare strategicamente l'azienda. In altri termini, non basta tenerla in piedi: bisogna anche costruirne il futuro. Chi decide cosa: la distinzione tra delegati e consiglio - Nelle grandi società, il Consiglio di amministrazione delega spesso parte delle proprie funzioni a uno o più amministratori esecutivi. Ma dove finisce la loro competenza e dove ricomincia quella del consiglio? La riforma risponde con una formula precisa: i delegati gestiscono operativamente, il consiglio sorveglia, verifica e, se necessario, interviene. L'art. 9 del decreto, insieme ai nuovi articoli introdotti nel Codice Civile, fissa anche un elenco di...

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