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Associazioni sportive dilettantistiche e sport 09 Ottobre 2026

Ancora dubbi sull’inerenza delle sponsorizzazioni sportive

La presunzione legale di spesa di pubblicità per le erogazioni alle ASD non esige un’attività promozionale organizzata come un’impresa: il requisito va letto alla luce della natura non commerciale dell’ente e della ratio premiale della norma.

Nonostante l’art. 90, c. 8 L. 289/2002 (nella versione ante D.Lgs. 36/2021) abbia introdotto una presunzione legale che considera in ogni caso come “spesa di pubblicità volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti dell’erogante” determinate erogazioni a sussidio dello sport dilettantistico, per inibire qualsiasi scrutinio in ordine sia all’effettiva causalità giustificativa sia alla stima del rapporto di causa-effetto delle somme erogate, in molte verifiche viene incentrata un’enfasi particolare sul riscontro (presente nel testo di legge) della specifica attività promozionale della ASD, intentando un’indagine atomistica di tale requisito, che si rivela però mancante di coerenza con il complessivo contesto normativo che lo prevede. Appare, quindi, utile, in mancanza peraltro di specifiche istruzioni di prassi sul tema, svolgere un’indagine che presti adesione allo spirito della norma.L'inciso "mediante una specifica attività" da parte dell’associazione beneficiaria dell’erogazione non va e neppure è possibile che possa venire intesa come una particolaristica attività di sponsorizzazione, dovendo più semplicisticamente venire considerata come obbligo di perseguire gli scopi statutari da parte dell’ente, verso i quali la convenzionale sponsorizzazione legislativa presta quella sinergia finanziaria necessaria a consentire lo svolgimento dell’azione statutaria. La sponsorizzazione non può rappresentare per l’associazione “uno specifico...

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