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Diritto 11 Giugno 2021

Antieconomicità e sproporzione come indici negativi dell'inerenza

La mancanza di coerenza quantitativa della spesa e di un suo ritorno positivo nei confronti dell'attività d'impresa.

La VI Sez. Civ. della Corte di Cassazione (ordinanza n. 14419, depositata il 25.05.2021) è pervenuta alla conclusione secondo cui si deve confermare la legittimità di un avviso d’accertamento emanato dall’Agenzia delle Entrate, sulla scorta di un'evidente e dedotta antieconomicità e sproporzione delle spese sostenute da un imprenditore con riferimento ad attività di pulizia, disinfestazione e derattizzazione. Nel caso in esame, i costi erano stati ritenuti eccessivi rispetto all’area dei locali imprenditoriali presi in considerazione. La pronuncia offre un interessantissimo spunto di riflessione su una tematica sempre attuale, che verte sulla corretta definizione e applicazione del criterio di inerenza delle componenti negative di reddito. Si è giunti alla conclusione che il criterio dell’inerenza, inteso come espressione di una connessione tra costi e attività d'impresa esercitata, si traduca in pratica in una valutazione essenzialmente qualitativa, anche a prescindere da previsioni di carattere quantitativo o utilitaristico rispetto alla attività d’impresa cui si riferiscono. Ciò non consente, tuttavia, di relegare la valorizzazione quantitativa in un alveo di irrilevanza. La definizione del “quantum” di un costo, infatti, si collocherebbe su un differente contesto logico e strutturale rispetto all'inerenza di una determinata spesa. La “mancanza di...

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