Nell’ultima edizione dei “Quaderni dell’antiriciclaggio” pubblicata dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) è stato dedicato spazio anche al whistleblowing, in particolare agli adempimenti dei soggetti obbligati all’adeguata verifica della clientela sull’adozione di procedure interne per la tutela degli autori di segnalazioni.
Tali soggetti sono indicati nell’art. 3, D.Lgs. 231/2001, come modificato dal D.Lgs. 90/2017, che oltre agli intermediari finanziari indica alcune categorie professionali, tra i quali commercialisti, consulenti del lavoro, nonché notai e avvocati quando compiono le operazioni prescritte dalla norma stessa.
La disciplina in materia di tutela degli autori di segnalazioni (whistleblowers), sia nel pubblico che nel privato, è stata introdotta dalla L. 179/2017 che, con riferimento al settore privato, ha apportato modifiche all’art. 6 D.Lgs. 231/2001 in tema di responsabilità amministrativa da reato degli enti collettivi. Rammentando che tra i reati presupposto di tale responsabilità sono inclusi quelli di riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita, a tali enti, qualora adottino il modello organizzativo 231, sono imposti specifici obblighi di tutela per coloro che effettuano segnalazioni di condotte illecite di cui sono venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte, tra questi:
istituzione di uno o...