L’obbligo per il committente di operare un controllo diretto e puntuale, e non solo di tipo meramente formale e documentale, sull’operato amministrativo dell’appaltatore.
Cari amici e colleghi, in quest’occasione desidero esternare il mio stato d’animo di profondo sconforto e depressione. Sto parlando della novità più eclatante intervenuta in materia di lavoro dal 1.01.2020, cioè la necessità di “frazionare” il versamento delle ritenute d’acconto effettuate dai datori di lavoro in caso di appalti, prevista dalla L. 19.12.2019, n. 157, la quale ha introdotto il nuovo art. 17-bis nel D. Lgs. n. 241/1997. Al momento della sua comparsa in Gazzetta Ufficiale, penso che tutti abbiamo apprezzato il nobile intento del legislatore. La norma, leggiamo, si pone il condivisibile obiettivo di “contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera”. E chi non è d’accordo con un simile scopo? Peccato che, poi, leggendo i contenuti, non troviamo corrispondenza con il solenne enunciato della rubrica. Al massimo potremmo dire che la nuova norma sarebbe idonea a verificare l’effettivo versamento delle ritenute fiscali negli appalti endoaziendali.
A parte la discutibile scrittura legislativa (vabbè, ormai ci siamo da tempo abituati a norme di legge scritte con il copia-e-incolla, senza che l’estensore dia l’impressione di conoscere la materia di cui sta scrivendo), anziché indicazioni anti frode, troviamo solo ed esclusivamente l’introduzione di pesanti procedure amministrative a discapito soprattutto delle piccole e medie imprese,...