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Diritto 03 Dicembre 2021

Aspetti critici nelle manifestazioni pluriennali del reddito

Fino a che punto la tutela delle ragioni erariali può consentire la violazione delle garanzie poste a tutela dei contribuenti.

L’ordinanza della Cassazione, VI Sez. Civ., 18.11.2021, n. 33257 ripropone un notevole dilemma, la cui soluzione dovrebbe essere appositamente composta in ambito legislativo, piuttosto che lasciata alla giurisprudenza. Sono in gioco principi di rilievo: da un lato, il valore dell’affidamento del contribuente e la stabilità degli effetti giuridici; dall’altro lato, la corretta definizione dei presupposti impositivi fondati sulla capacità contributiva. Anche in tal caso, tuttavia, si è persa una buona occasione per dare alla controversa tematica un'opportuna definizione: invece di approfondire la sostanza della questione, si ancora la pronuncia esclusivamente a pregressi referenti esegetici, a tratti palesemente fuori contesto. L’assillo della coerenza istituzionale ha concretamente ostacolato i giudici della Suprema Corte dalla corretta rilevazione delle logiche sottese al tema del contendere. Nello specifico, la causa in commento si originava da un accertamento dell’Agenzia, contro cui il contribuente aveva eccepito l’omessa contestazione della deduzione di un costo (un disavanzo di fusione avente una connotazione fiscale di carattere pluriennale) nell’anno di genesi dello stesso, nonché l’intervenuta decadenza dall’azione accertatrice (ex art. 43, D.P.R. n. 600/1973) per il medesimo anno. La Cassazione ritiene che per i componenti negativi di reddito pluriennali, la mera indicazione...

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