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Diritto 30 Maggio 2022

Aspetti difensivi nella verifica fiscale

L’importanza delle dichiarazioni rese dal contribuente nel corso dell’attività ispettiva.

A partire dalla legge delega 23/2014 è iniziato un processo di revisione del sistema fiscale, cogliendo quale elemento di indubbia importanza quello di innovare il rapporto tra Amministrazione Finanziaria e imprese; proprio in questa direzione si è assistito alla nascita di alcuni istituti tipo la compliance fiscale. Questa nuova forma di approccio non ne ha però modificato il ruolo e il modo di operare nell’azione ispettiva volta alla ricerca e alla repressione degli illeciti tributari. L’attività di verifica fiscale, come noto, si forma attraverso una serie di passaggi che vanno dalla raccolta dei documenti per il loro successivo esame, a metodi di controllo di carattere indiretto-presuntivo, per concludersi con eventuali rilievi in presenza di violazioni. Questo pone contribuente e verificatori nell’ambito di un continuo confronto la cui verbalizzazione è resa obbligatoria dall’art. 52, c. 6, D.P.R. 633/1972, dall’art. 33, c. 1, D.P.R. 600/1973 e dall’art. 12, L. 212/2000 (Statuto del Contribuente). Le citate norme impongono ai verificatori: di riportare le risposte del contribuente alle loro richieste; di riportare eventuali osservazione o richieste del contribuente; la possibilità per il contribuente di comunicare osservazioni entro 60 giorni dalla conclusione delle operazioni ispettive. Il contraddittorio assume pertanto valore nell’ordinamento tributario e la sua valenza è...

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