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Diritto
24 Aprile 2023
Assegno contraffatto e prezzo di vendita di un veicolo: come tutelarsi
Risoluzione del contratto di vendita e restituzione della somma portata dall’assegno contraffatto. Responsabilità della banca emittente ove non ha avuto la diligenza necessaria per cogliere le difformità tra originale e copia contraffatta.
Caso: un tale aveva individuato un annuncio di suo interesse, nelle pagine di un giornale, relativo a un’auto. Immediatamente prendeva accordi con l’inserzionista e intraprendeva la trattativa concordando il versamento di parte del prezzo di vendita e la permuta del proprio veicolo.
L’inserzionista chiedeva l’inoltro di una foto via WhatsApp dell’assegno circolare della somma da versare. L’assegno doveva essere intestato alla proprietaria del veicolo in vendita. Tale soggetto inviava, come richiesto, una foto, ma, pensando di cautelarsi, nascondeva il numero dell’assegno. Purtroppo, scopriva che il medesimo assegno era stato contraffatto e versato presso una banca, la quale aveva regolarmente accreditato la somma corrispondente.
Accortosi della truffa, denunciava il caso ai Carabinieri e faceva istanza al Tribunale civile, che concedeva il sequestro conservativo dei beni della venditrice della vettura. Dopo avere, pertanto, trascritto il sequestro del veicolo presso il pubblico registro automobilistico, iniziava il giudizio contro la persona che lo aveva raggirato.
Nel frattempo, il truffato si rivolgeva all’ABF – Arbitro Bancario Finanziario, ottenendo la condanna della Banca emittente dell’assegno circolare al risarcimento dei danni per non essersi accorta di alcune difformità tra l’assegno contraffatto e l’originale. Questo comportamento della banca aveva concorso al danno subito, che, in...