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Lavoro
05 Maggio 2020
Attività agricole, inquadramento del personale secondo l'Inps
L'Inps rivede l'elenco delle attività “di supporto” all'agricoltura da considerarsi agricole ai fini dell'inquadramento degli addetti anche se dipendenti da aziende non agricole, le conseguenze per le aziende e il personale.
L'iscrizione nelle forme di contribuzione agricola unificata è sempre obbligatoria per i lavoratori impiegati nello svolgimento di attività agricole anche se esercitate da aziende non inquadrate nel settore agricolo.
Lo precisa l'Inps con la circolare 23.04.2020, n. 56, modificando il precedente orientamento di cui alla circolare 20.06.2019, n. 94 con la quale aveva fornito chiarimenti in merito all'assoggettamento alla contribuzione agricola unificata delle società, delle cooperative e delle organizzazioni di produttori che svolgono, in connessione o meno con l'attività agricola principale, attività diverse dalla coltivazione dei fondi, dalla silvicoltura e dall'allevamento di animali ex art. 2135 C.C., nonché delle imprese non agricole i cui dipendenti, in relazione alle attività in concreto svolte siano da considerarsi agricoli ai fini previdenziali e assistenziali.
Con la nuova circolare l'Inps fornisce le indicazioni necessarie per l'iscrizione delle aziende non agricole alla contribuzione agricola unificata relativamente ai lavoratori utilizzati in attività da considerarsi agricole con riferimento all'art. 6 L. 31.03.1979, n. 92.
L'Inps, nel ribadire il concetto base che, ai fini dell'inquadramento contributivo del personale, assume rilievo l'attività in concreto svolta dal lavoratore a prescindere dalla qualifica di assunzione o dall'inquadramento del datore...