Auto in uso promiscuo, fringe benefit più caro dopo 5 anni
L'art. 2 dello schema di D.L. Omnibus aumenta del 50% il valore convenzionale dei veicoli oltre il 5° anno dall'immatricolazione, introduce il +5% per gli optional extra-ACI ed estende il regime transitorio agli ordini 2024.
Con l'art. 2 dello schema di decreto correttivo della riforma fiscale (c.d. decreto Omnibus, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri in data 4.08.2026), il legislatore rimette mano all'art. 51, c. 4, lett. a) TUIR, completando il disegno avviato dalla legge di Bilancio 2025 sulla tassazione dei veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. Resta fermo l'impianto forfetario fondato sulla percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui valorizzata con le tabelle ACI, con imponibile pari al 50% del costo chilometrico, ridotto al 10% per i veicoli elettrici puri e al 20% per gli ibridi plug-in, ma su tale base si innestano 3 novità di rilievo. La prima e più incisiva novità è la maggiorazione da vetustà: i valori così determinati sono incrementati del 50% dopo il 31.12 del 5° anno successivo a quello di prima immatricolazione. Il parametro prescelto è oggettivo e insensibile alle vicende dell'assegnazione: poiché la percentuale forfetaria segue il mezzo e non la persona, la riassegnazione del veicolo a un diverso dipendente non azzera il computo dell'anzianità, sicché un'auto ultraquinquennale sconta la maggiorazione anche presso il nuovo utilizzatore. La ratio sottostante a queste modifiche è dichiaratamente extrafiscale: penalizzando le vetture più datate, la norma spinge al ricambio delle flotte in coerenza con la gradazione ecologica delle aliquote, sebbene l'effetto sia un imponibile crescente a fronte di un valore d'uso del bene in...