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Accertamento, riscossione e contenzioso 06 Giugno 2026

Autotutela obbligatoria e facoltativa nello Statuto del contribuente

L’evoluzione del rapporto tra Amministrazione Finanziaria e contribuente passa, inevitabilmente, dal rafforzamento degli strumenti di garanzia idonei ad assicurare il rispetto del principio di legalità dell’imposizione tributaria.

L’art. 10-quater L. 212/2000 (modificato dall’art. 12 D.Lgs. 192/2025) prevede l’obbligo per l’Amministrazione di esercitare l’autotutela in presenza di atti palesemente illegittimi o infondati. La novellata normativa trae fondamento dall’art. 4, c. 1, lett. h) L. 111/2023, che attribuiva al Governo il compito di “potenziare l’esercizio del potere di autotutela estendendone l’applicazione agli errori manifesti”, con riguardo alle valutazioni sia di fatto sia di diritto. L’ambito operativo della norma è costruito riprendendo, con adattamenti, l’art. 2 D.M. 37/1997, relativo alle ipotesi di annullamento d’ufficio o rinuncia all’imposizione.Il riferimento alla “evidente illegittimità o infondatezza” assume particolare rilevanza sistematica. Da un lato, esso richiama espressamente la nozione di “errore manifesto” prevista dalla legge delega; dall’altro, si coordina con la terminologia già utilizzata dal legislatore tributario nell’ambito dell’autotutela, come emerge dall’art. 2-quater D.L. 564/1994 e, anteriormente, dall’art. 68 D.P.R. 287/1992. La scelta legislativa appare equilibrata, poiché limita l’obbligatorietà dell’autotutela alle sole ipotesi di oggettiva erroneità dell’atto, escludendola invece nei casi caratterizzati da obiettiva incertezza interpretativa o da contrasti giurisprudenziali.L’introduzione dell’autotutela obbligatoria presenta anche una chiara finalità deflattiva del contenzioso. Nel sistema...

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