Scegliere tra regime forfetario e ordinario non è mai stato semplice per gli avvocati, ma oggi, con le numerose novità normative degli ultimi mesi, la decisione richiede un'analisi più attenta. A fare chiarezza ci pensa Cassa forense e Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi (Uncat) con il “Vademecum sulla fiscalità degli avvocati”: una guida pratica, giunta alla seconda edizione, aggiornata alle disposizioni della riforma fiscale e alle ultime circolari dell'Agenzia delle Entrate. Per il 2026 la soglia di ricavi per accedere al regime forfetario rimane confermata a 85.000 euro, con uscita immediata al superamento di 100.000 euro. La legge di Bilancio 2026 ha invece confermato a 35.000 euro il distinto limite di reddito da lavoro dipendente e da pensione che non deve essere superato nell'anno precedente per poter accedere o permanere nel regime agevolato.Il primo elemento da esaminare riguarda la struttura del reddito. Dal 2025, nel regime ordinario, vige il principio del reddito omnicomprensivo: una regola che in precedenza si applicava esclusivamente ai lavoratori dipendenti e che ora abbraccia anche i professionisti forensi. Il reddito non è più calcolato sui soli onorari incassati, ma su tutte le somme e i valori percepiti a qualunque titolo. Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 13.12.2024, n. 192 ridefiniscono in modo rilevante la base imponibile, il trattamento dei rimborsi e la contribuzione previdenziale. I rimborsi analitici addebitati al...