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Diritto 25 Ottobre 2018

Azione di risoluzione e di risarcimento: le sorti della caparra


La Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, con la sentenza 14.01.2009, n. 553 ha chiarito le conseguenze discendenti dalla scelta, alternativamente concessa alla parte diligente di un contratto a obbligazioni corrispettive, di risolvere o chiedere l'adempimento delle obbligazioni stesse. I rapporti tra azione di risoluzione e di risarcimento integrale, da una parte, e azione di recesso e di ritenzione della caparra, dall'altra, si pongono in termini di assoluta incompatibilità strutturale e funzionale: proposta la domanda di risoluzione volta al riconoscimento del diritto al risarcimento integrale dei danni asseritamente subiti, non si può ritenere consentita la sua trasformazione in domanda di recesso con ritenzione di caparra perché (a prescindere dai rapporti tra la sola azione di risoluzione e la singola azione di recesso non connesse alle relative azioni risarcitorie) verrebbe così a vanificarsi la stessa funzione della caparra, quella cioè di consentire una liquidazione anticipata e convenzionale del danno ed evitare l'instaurazione di un giudizio contenzioso, consentendosi alla parte non inadempiente di "scommettere" puramente e semplicemente sul processo, senza rischi di sorta. L'azione di risoluzione avente natura costitutiva e l'azione di recesso si caratterizzano per evidenti disomogeneità morfologiche e funzionali: sotto quest'ultimo aspetto, la trasformazione dell'azione...

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