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Diritto 10 Dicembre 2018

Azione revocatoria improcedibile nei confronti del convenuto fallito


La Suprema Corte, con sentenza a Sezioni Unite 23.11.2018, n. 30416, ha confermato l'orientamento che ritiene improcedibile l'azione revocatoria nei confronti di un soggetto fallito. La pronuncia, muovendo dalla natura della domanda revocatoria (sia fallimentare che ordinaria), ne evidenzia i caratteri costituitivi, in quanto la pronuncia tende a modificare ex post una situazione giuridica preesistente, sia privando di effetti, nei confronti della massa fallimentare, atti che avevano già conseguito piena efficacia, sia determinando conseguentemente la restituzione dei beni (o delle somme) oggetto di revoca alla funzione di generale garanzia patrimoniale e alla soddisfazione dei creditori di una delle parti dell'atto. Avendo l'azione natura costituiva, ne consegue che la situazione giuridica vantata dalla massa ed esercitata dal curatore, non integra un diritto di credito (alla restituzione della somma o dei beni) esistente prima del fallimento (né nascente all'atto della dichiarazione dello stesso), ma un diritto che deriva e dipende dall'esercizio dell'azione giudiziale. La natura costitutiva della sentenza determina la produzione dei suoi effetti dal momento in cui la stessa passa in giudicato (ex nunc), effetti che, al massimo, possono retroagire alla data della domanda (opponibile al fallimento, se trascritta, ai sensi dell'art. 45 L.F.). Da ciò ne consegue l'inammissibilità dell'azione revocatoria nei...

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