Azioni ai dipendenti: anzianità ed esclusioni dei vertici
Il regime di favore è ammesso dalla risposta all’interpello n. 194/2026 per un piano rivolto alla generalità o a categorie di dipendenti, nel rispetto delle altre condizioni dell’art. 51 del Tuir.
Con la risposta all’interpello n. 194/2026, l’Agenzia delle Entrate esamina un piano di assegnazione gratuita di azioni per i dipendenti di un gruppo. Il regolamento ammette i lavoratori con almeno 3 anni di anzianità di servizio, che non abbiano dato preavviso di dimissioni, ed esclude i livelli massimi apicali del gruppo, già destinatari di diversi piani incentivanti. Le azioni sono assegnate ogni anno in quantità uguale, senza distinzioni di ruolo, mansione, livello o performance.
Il riferimento è l’art. 51, c. 2, lett. g), del Tuir, secondo cui non concorre al reddito il valore delle azioni offerte alla generalità dei dipendenti entro il limite complessivo di 4 milioni di lire, pari a 2.065,83 euro, per periodo d’imposta. È necessario che le azioni non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro né cedute prima di 3 anni dalla percezione. In caso di cessione anticipata, l’importo escluso è tassato nel periodo della cessione. Secondo la risoluzione n. 129/E/2004, il superamento della soglia comporta l’imposizione della sola eccedenza.Il c. 2-bis limita il regime alle azioni emesse dal datore oppure da società che lo controllano, da esso controllate o sottoposte al controllo della medesima società. Dal 1.01.2027, la disciplina agevolativa dell’art. 51, c. 2, lett. g), confluisce nell’art. 53, c. 2, lett. l)...