I datori di lavoro chiamati a dover gestire un ricorso massivo allo straordinario possono ridurne gli impatti economici sul costo del personale attraverso il ricorso alla banca delle ore. Analizziamo la questione in dettaglio.
Cos’è la banca delle ore? Adottando il meccanismo della banca delle ore le prestazioni svolte dai dipendenti in aggiunta all’orario definito in sede di assunzione o nelle intese successivamente intercorse con l’azienda, anziché essere liquidate in busta paga come lavoro straordinario o supplementare vengono accantonate in un apposito conto individuale.
Nel momento in cui il dipendente è costretto ad assentarsi è possibile attingere dal conto individuale, fruendo in questo modo di un duplice vantaggio:
- le ore di riposo compensativo per banca ore vengono retribuite nella stessa misura del lavoro ordinario (al pari di quanto avviene per ferie e permessi);
- il dipendente può assentarsi senza utilizzare le ore di ferie e permessi che, in questo modo, non vengono intaccate e possono essere godute in futuro.
Quali vantaggi per i datori di lavoro? Il meccanismo della banca delle ore è destinato a compensare nel corso della medesima annualità periodi in cui il dipendente svolge prestazioni supplementari rispetto all’orario contrattuale con mensilità dove l’attività è al contrario ridotta. Si pensi, ad esempio, ai picchi stagionali nel settore alberghiero, della ristorazione o dei pubblici esercizi nel corso dei mesi estivi, cui si susseguono nel periodo invernale settimane di attività ordinaria se non addirittura di chiusura temporanea delle strutture. Grazie alla banca delle ore le aziende possono così evitare il pagamento in busta paga di straordinari e lavoro supplementare.
Come accedere alla banca delle ore? La competenza in merito al ricorso alla banca delle ore è dei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl).
In mancanza della disciplina del Ccnl o dei contratti territoriali, i datori di lavoro possono ricorrere alla banca delle ore a mezzo di apposito accordo aziendale siglato con le rappresentanze sindacali aziendali (RSA/RSU) e/o, in mancanza di queste ultime, territoriali.
Necessario esaurire le ore nell’anno - Il vantaggio economico per l’azienda, determinato dall’utilizzo della banca delle ore, si ha nel momento in cui il datore di lavoro accantona nel conto individuale lo stesso monte ore che il dipendente fruisce successivamente, nel corso della medesima annualità, come riposo compensativo.
Nel momento in cui, alla scadenza imposta dalla contrattazione collettiva, il conto individuale evidenzia un certo numero di ore maturate e non ancora godute, gli accordi istitutivi impongono di norma la liquidazione in busta paga delle ore residue, maggiorate con una percentuale imposta dagli stessi accordi.
Nelle ipotesi in parola, pertanto, il datore di lavoro rischia di farsi carico di un costo pressoché identico a quello derivante dal riconoscimento del lavoro straordinario/supplementare.
Attenzione ai piani di recupero della banca ore negativa - L’istituto della banca delle ore è principalmente destinato a compensare le ore aggiuntive svolte dal dipendente con periodi di calo dell’attività o di assenze personali di quest’ultimo. Tuttavia, nell’applicazione pratica dell’istituto, soprattutto in assenza di appositi divieti da parte degli accordi collettivi, possono verificarsi ipotesi in cui le ore di riposo compensativo fruite dal dipendente sono superiori rispetto a quelle accantonate. A fronte di una situazione di banca ore negativa il datore di lavoro può, in particolare facendo leva sulle disposizioni degli accordi istitutivi, definire un piano di recupero individuale. Quest’ultimo può concretizzarsi nella disponibilità accordata dal dipendente a essere chiamato prioritariamente (rispetto ad altri colleghi) nel momento in cui sorge l’esigenza di prestazioni supplementari.
