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Lavoro 30 Giugno 2023

Basta ritardi con il TFS degli statali

La Consulta ha sancito l’incostituzionalità del pagamento differito del trattamento di fine servizio.

È opinione comune che i lavoratori del pubblico impiego, rispetto ai colleghi del settore privato, godano di uno status privilegiato in virtù delle particolari tutele e protezioni che ne caratterizzano il rapporto di lavoro. Tuttavia, tale stabilità trova un indubbio rovescio della medaglia in una pesante staticità che influisce negativamente sia sulle progressioni economiche, sia sui diritti retributivi del pubblico dipendente. In particolare, questi ultimi risultano fortemente condizionati dall’andamento delle finanze pubbliche, tanto è vero che nel 1997 veniva introdotto un sistema che prevedeva il pagamento differito del TFS di 12 mesi dall’uscita dal lavoro per limiti di anzianità e 24 mesi in tutti gli altri casi. Doveva essere una soluzione soltanto temporanea ma, con l’andare del tempo, la situazione si è addirittura inasprita, arrivando a un arco temporale di 3 anni per le liquidazioni eccedenti i 100.000 euro. La questione ha interessato a più riprese la Corte Costituzionale che già nel 2019 aveva ammonito la classe politica sulla necessità di intervenire con provvedimenti normativi adeguati, senza però trovare alcun riscontro. La Consulta è perciò tornata alla carica con la sentenza 23.06.2023, n. 130, che ha sancito l’incostituzionalità del pagamento differito del Tfs poiché in contrasto con il principio di giusta retribuzione...

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