RICERCA ARTICOLI
Diritto 20 Marzo 2020

Beni in outsourcing e deducibilità dei costi d’acquisizione

Nell'esternalizzazione di macchinari, non può (e non deve) essere messo in discussione il requisito della loro perfetta strumentalità in capo all'acquirente.

Nel momento in cui un’impresa provveda all'esternalizzazione di alcune fasi produttive, affidando i propri beni a soggetti terzi addetti a tali fasi, ma nel contempo mantenga la proprietà e il controllo di tali beni, è possibile procedere legittimamente alla deduzione dei costi inizialmente sostenuti per l'acquisizione dei beni in questione? Ebbene, nonostante i beni acquisiti siano utilizzati da soggetti terzi rispetto al contribuente/acquirente, la deduzione dei costi di acquisizione deve essere considerata perfettamente legittima. L’unica condizione che è importante verificare attiene la circostanza che tanto i beni, quanto il loro effettivo utilizzo sia inerente rispetto al programma economico e all’attività produttiva del principale acquirente. La medesima regola troverebbe applicazione anche per i costi di utilizzo e manutenzione dei medesimi beni, purché inquadrabili nello stesso disegno produttivo e programma economico accennato. Questa linea interpretativa ancorata alla puntuale definizione del concetto di inerenza, emerge dalla sentenza della Cass. Civ. Sez. V, 4.03.2020, n. 6017. I Giudici della Suprema Corte hanno apertamente indicato che, anche se l'impresa avesse esternalizzato alcune fasi del processo produttivo a imprese terze, mettendo a disposizione di queste ultime beni di sua proprietà, la stessa (acquirente) può considerare inerenti i relativi costi, sempre che...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.