Naspi, tempi determinati e altri casi particolari. L'incredibile confusione intorno al sostegno una tantum introdotto dal D.L. Aiuti in favore dei lavoratori.
“Idee confuse e acque torbide sembrano profonde” (N. Davilà): l'aforisma sintetizza al meglio, credo, la disciplina normativa, il Decreto Aiuti, che prevede l’erogazione dell’indennità una tantum pari a 200 euro. Non è infatti stato sufficiente il messaggio Inps 13.06.2022, n. 2397 a chiarire le torbide acque delle regole previste dall’art. 31 D.L. 50/2022.
Ma procediamo con ordine. La misura di sostegno è riconosciuta ai lavoratori dipendenti non titolari di trattamenti pensionistici, redditi di cittadinanza o delle altre misure indicate dall'art. 32 del richiamato decreto e che nel 1° quadrimestre 2022 hanno beneficiato dell'esonero contributivo, pari allo 0,80%, per almeno una mensilità. La misura agevolativa di cui alla L. 30.12.2021, n. 234, trova applicazione, mese per mese, verso tutti i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, purché venga rispettato il limite della retribuzione mensile, da intendersi come retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di 2.692 euro. Possono quindi accedere al beneficio, ricorrendone i presupposti, tutti i lavoratori dipendenti di datori di lavoro, pubblici e privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore.
L’Inps lascia intendere, diversamente dal tenore letterale della norma, che il bonus dovrà essere erogato con la retribuzione del mese di luglio....