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Accertamento, riscossione e contenzioso 24 Settembre 2026

Bonus edilizi, fatture prima dei lavori: sequestro dei crediti

La Cassazione (sent. n. 33224/2026) conferma che l’emissione di fatture prima o in assenza dell’esecuzione dei lavori integra il reato di operazioni inesistenti e concorre con la truffa aggravata ai danni dello Stato quando genera crediti d’imposta fittizi.

Con la sentenza 10.09.2026, n. 33224 la Cassazione torna sul delicato intreccio tra bonus edilizi e responsabilità penale, confermando il sequestro preventivo disposto nei confronti del legale rappresentante, dell’amministratore di fatto e del socio accomandante di una S.a.s., oltre alla misura interdittiva a carico dell’ente ai sensi dell’art. 24 D.Lgs. 231/2001.La vicenda trae origine da uno schema riscontrato dalla Guardia di Finanza: la società, dopo aver assunto la veste di “general contractor” e ricevuto l’incarico per interventi ammessi al superbonus 110%, avrebbe fatto sistematico ricorso a fatturazioni riferite a lavori non ancora eseguiti, o del tutto assenti, sorreggendo tali documenti con asseverazioni tecniche altrettanto non veritiere. In questo modo sarebbero stati generati crediti d’imposta fittizi per oltre 4 milioni di euro tra il 2021 e il 2023, poi in parte monetizzati tramite cessione a intermediari finanziari.Uno dei principali argomenti della difesa riguardava proprio la possibilità di emettere le fatture prima della realizzazione degli interventi. La Corte considera però infondata questa impostazione. Il fatto che, per gli interventi diversi da quelli rientranti nell’art. 119 D.L. 34/2020, la suddivisione delle spese mediante stati di avanzamento costituisca una facoltà e non un obbligo, per effetto dell’interpretazione autentica introdotta dal D.L. 11/2023, non significa infatti che possano essere ceduti crediti fondati su...

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