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Accertamento, riscossione e contenzioso 09 Giugno 2026

Bottigliometro, la Cassazione stringe la difesa dei ristoranti

Con l'ordinanza 30.04.2026, n. 12024 la Suprema Corte ribadisce che il consumo di acqua minerale può fondare la ricostruzione presuntiva dei ricavi nella ristorazione, quando la contabilità non regge e il contribuente non offre una prova contraria concreta.

Il bottigliometro torna davanti alla Corte di Cassazione e ne esce ancora una volta rafforzato. L'ordinanza 30.04.2026, n. 12024 riguarda un accertamento emesso nei confronti di un contribuente che esercitava attività di ristorazione. L'Agenzia delle Entrate aveva rideterminato i ricavi dell'anno d'imposta 2010 in misura ben più elevata rispetto a quanto dichiarato, dopo una verifica che aveva fatto emergere diverse irregolarità contabili, soprattutto nella gestione delle rimanenze e del magazzino, indicato a valore zero. Da qui il ricorso al metodo analitico-induttivo previsto dall'art. 39, c. 1 lett. d) D.P.R. 600/1973, con una ricostruzione fondata sul consumo di acqua minerale. La logica è nota. Se un ristorante acquista un certo numero di bottiglie d'acqua, quel dato può diventare un indice del numero di pasti serviti. Non in modo automatico, ma può assumere valore presuntivo se collegato alle caratteristiche dell'attività, ai documenti di acquisto, alle ricevute fiscali e agli altri elementi raccolti in sede di verifica. In questo caso il Fisco aveva sostenuto che i coperti effettivi fossero superiori a quelli contabilizzati, con una differenza rilevante. Il contribuente aveva contestato il metodo, richiamando anche lo studio di settore ritenuto più aderente alla reale capacità reddituale dell'impresa.La Commissione tributaria provinciale aveva riconosciuto la legittimità del bottigliometro, ma aveva ridotto la pretesa erariale facendo riferimento al reddito...

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