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Accertamento, riscossione e contenzioso 13 Febbraio 2026

Caccia agli “evasori totali” nell’era dei dati

Nel 2026 l’Agenzia punta su 2,4 milioni di lettere di compliance, dopo l’analisi di 17 milioni di posizioni: dalla verifica ex post alla correzione preventiva, per far emergere il sommerso e ridurre il rischio di accertamento.

Nel 2025 l’Amministrazione Finanziaria ha dichiarato di aver individuato circa 200.000 casi di evasione, di cui ben il 43% riconducibili a soggetti totalmente sconosciuti al Fisco, in altre parole “evasori totali”. Dati enormi che l’Agenzia delle Entrate tenta di scongiurare con una pianificazione postalizzata di circa 2,4 milioni di lettere di compliance per il 2026, su una platea di oltre 17 milioni di posizioni sottoposte ad analisi. Questi dati, al di là del loro impatto comunicativo, segnalano un cambio di approccio da parte degli Uffici. La lotta all’economia sommersa si configura come un processo di gestione del rischio basato sull’integrazione dei dati, sulla valutazione dei profili e su interventi mirati, piuttosto che come una semplice sequenza lineare di ispezioni e controlli.Lo snodo concettuale risiede nella convergenza tra logiche di deterrenza e assetti di conformità progettata, nei quali la prevenzione dell’infedeltà non è affidata soltanto all’intensità dei controlli, ma alla capacità del sistema di orientare ex ante i comportamenti tramite informazione, tempestività e prevedibilità procedurale. La reazione dei contribuenti all’attività di controllo, infatti, non dipende in modo lineare dalla probabilità di verifica, ma è fortemente condizionata dalla fiducia nelle istituzioni, dalla percezione di equità del prelievo e dalla qualità dell’interlocuzione con l’amministrazione (chiarezza delle richieste, proporzionalità,...

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