Le fatture di acquisto in valuta estera devono essere registrate in euro. Ma quale cambio utilizzare?Ai fini della determinazione della base imponibile Iva, i corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell'operazione, in base all’art. 13, c. 4 D.P.R. 633/1972 o, in mancanza di tale indicazione nella fattura, del giorno di emissione della fattura. In mancanza, il computo è effettuato sulla base della quotazione del giorno antecedente più prossimo. La conversione in euro, per tutte le operazioni effettuate nell'anno solare, può essere fatta sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla Banca centrale europea.Se le fatture si riferiscono agli acquisti intracomunitari con integrazione e doppia registrazione, nel registro delle vendite occorre anche indicare il corrispettivo delle operazioni espresso in valuta estera, secondo l’art. 47 D.L. 331/1993.In tema invece di annotazione del prospetto contabile relativo alla registrazione delle bollette doganali di importazione, l'Iva è commisurata al valore dei beni importati determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale, aumentato dell'ammontare dei diritti doganali dovuti, a eccezione dell'Iva, nonché dell'ammontare delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio della Comunità che figura sul documento di trasporto sotto la cui scorta i beni sono introdotti nel territorio medesimo.Ai sensi...