Cantiere ancora aperto per il concordato preventivo
Le modifiche in discussione al concordato preventivo biennale: dai tetti agli incrementi proposti alle modifiche alle cause di cessazione e decadenza. Sempre più fondata l’ipotesi di un rinvio della scadenza.
Il CPB vede l’ennesima, profonda, revisione, tale da rendere altamente probabile la necessità di un rinvio nei termini di adesione al 31.10.2026. Alcune modifiche potrebbero interessare le modalità di calcolo della proposta, andando quindi ad impattare sul motore unico di calcolo ISA/CPB: di conseguenza non è affatto da escludersi anche un allungamento dei termini per il versamento delle imposte.Una prima direttrice di intervento ipotizzata è rivolta a rendere l’adesione più appetibile: si sta valutando l'introduzione di ulteriori tetti massimi agli incrementi di reddito richiesti. A beneficiare di questo nuovo calmiere, che si affiancherebbe a quello già previsto per i contribuenti ISA con valutazione pari o superiore a 8, sarebbero i contribuenti meno affidabili. Si ipotizza un incremento massimo del 30% per i contribuenti con punteggio tra 6 e 8, e del 35% per coloro che si posizionano sotto il 6. Inoltre, in caso di rinnovo del patto, i primi potrebbero vedersi riconoscere un ulteriore incentivo, ovvero il dimezzamento delle percentuali massime di incremento, con aliquote che scenderebbero al 12,5%, al 7,5% e al 5% a seconda della fascia di affidabilità di partenza.Nel frattempo, si lavora alle cause di cessazione e decadenza. Nell'ambito dell'iter di conversione del D.L. 38/2026 è stato presentato un emendamento attualmente all'esame della Commissione Finanze del Senato. La proposta, se accolta, potrebbe dare soluzione a casistiche altamente delicate. Stante...