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Diritto 19 Luglio 2023

Carenze della notifica e loro tempestiva sanatoria

Qualora la notifica di atti processuali fallisca per cause indipendenti dalla volontà del notificante, questi deve immediatamente riprendere l'iter di notifica per preservare gli effetti relativi al procedimento notificatorio.

Nel caso di atti processuali non regolarmente notificati per cause non imputabili al soggetto “notificante”, questi, una volta che abbia avuta contezza dell'esito negativo dell'attività di notifica, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria, deve riattivare il procedimento de qua, provvedendo con immediatezza e svolgendo con tempestività gli atti necessari al suo completamento. Per adempiere e sanare correttamente la procedura non deve essere superato il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall'art. 325 c.p.c., eccezione fatta per quelle ipotesi in cui ricorrano circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa. Il principio descritto, di notevole rilevanza anche per ciò che concerne il contenzioso tributario, è stato recentemente esposto dai giudici di Piazza Cavour (Cass. civ., Sez. V, ord. 31.03.2023, n. 9127). In pratica, nel momento in cui la notifica di atti processuali fallisca per cause indipendenti dalla volontà del notificante, questi deve riprendere l'iter di notifica onde adottare immediatamente le misure necessarie per preservare gli effetti relativi al procedimento notificatorio. Il soggetto “notificante” si trova obbligato a riattivarsi tempestivamente ad adempiere entro precise scadenze. Ai sensi di legge, infatti, non può essere in tal caso superato il termine che corrisponde alla metà del termine specificato...

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