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Imposte dirette 13 Marzo 2026

Carried interest e SFP: quando il rendimento diventa reddito di lavoro

Esclusa la qualificazione finanziaria dei proventi derivanti da strumenti finanziari partecipativi assegnati ai manager di un fondo, vista l’assenza di un effettivo rischio di investimento. La posizione solleva questioni rilevanti sulla portata dell’art. 60 D.L. 50/2017.

Nella risposta all’interpello 9.03.2026, n. 73 l’Agenzia delle Entrate ha affrontato un tema centrale nella disciplina fiscale dei piani di carried interest, ovvero la qualificazione reddituale dei proventi derivanti da strumenti finanziari partecipativi che sono attribuiti al management nell’ambito di strutture di investimento tipiche del private equity.Il caso esaminato ha riguardato una SGR che gestisce un fondo di investimento con quote ordinarie e quote con diritti patrimoniali rafforzati riservate allo sponsor e ai manager. Nell’ambito di un’operazione di coinvestimento, realizzata tramite società veicolo (TopCo) utilizzate per consentire l’ingresso di ulteriori fondi terzi nell’investimento in una società operativa, le TopCo emettevano strumenti finanziari partecipativi (SFP) a favore dei manager e dello sponsor. Mediante l’istanza di interpello è stato chiesto di confermare la possibilità di classificare i proventi derivanti da questi SFP tra quelli di natura finanziaria ai sensi dell’art. 60 D.L. 50/2017.In primis, l’Agenzia ha escluso l’applicabilità della presunzione legale prevista da questa disposizione, evidenziando che i requisiti richiesti devono essere verificati con riferimento allo specifico investimento effettuato nei singoli strumenti e non all’intero piano di coinvestimento del management. In particolare, l’Amministrazione ha escluso la possibilità dell’investimento effettuato dai manager negli SFP delle TopCo (di...

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