Diritto privato, commerciale e amministrativo
12 Settembre 2026
Cartella clinica incompleta: la Cassazione rafforza il paziente
La Cassazione chiarisce che le lacune della cartella clinica non possono danneggiare il paziente e richiama i giudici a valutare fatti decisivi e critiche alla CTU. Un’ordinanza importante sulla responsabilità sanitaria.
Con l’ordinanza 1.09.2026, n. 24912 la Terza Sezione civile della Cassazione torna su un tema centrale della responsabilità sanitaria: il rapporto tra incompletezza della cartella clinica, prova del nesso causale e dovere del giudice di valutare in modo effettivo gli elementi emersi nel processo.Il caso riguardava un paziente oncologico che, dopo il posizionamento di un catetere venoso centrale, aveva contratto una grave infezione. La controversia verteva anche sulle conseguenze che tale evento avrebbe avuto sulla possibilità di proseguire la chemioterapia adiuvante.La Suprema Corte ha accolto i primi 3 motivi di ricorso e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Milano in diversa composizione.Il primo principio affermato riguarda il dovere di motivazione del giudice. Quando alla consulenza tecnica d’ufficio vengono mosse contestazioni puntuali e specifiche, il giudice non può limitarsi ad aderire in modo acritico alle conclusioni del CTU. Deve confrontarsi con le osservazioni tecniche rilevanti, soprattutto quando queste mettono in discussione il fondamento stesso delle conclusioni peritali.Il secondo principio riguarda l’esame dei fatti decisivi. La Cassazione ha censurato la mancata valutazione di alcuni dati clinici e documentali che potevano incidere sulla ricostruzione del nesso causale. Non basta, quindi, richiamare genericamente la consulenza: il giudice deve verificare concretamente i fatti storici discussi tra le parti e potenzialmente decisivi per...