Accertamento, riscossione e contenzioso
25 Agosto 2026
Cartiere e frodi Iva in capo a chi gestisce
Ai fini della traslazione dell’imponibile dalla società al soggetto che l’ha gestita uti dominus rileva chi ha diretto le risorse autonomamente dalla società e indipendentemente dagli interessi di questa, ideando e ponendo in essere le condotte illecite da cui deriva un credito erariale.
La Corte di Cassazione, nell’ordinanza 13.07.2026, n. 23105, si esprime su avvisi di accertamento con cui l’Amministrazione Finanziaria contestava a 3 contribuenti di aver posto in essere attraverso una prima società S.r.l. cartiera, operativa dall’aprile 2008 al 2010 e cessata nel 2012, e una seconda operativa fino al 2009 e cessata nel 2012, operazioni passive e attive oggettivamente inesistenti in relazione alla compravendita di autovetture per milioni di euro.Gli avvisi erano stati notificati al socio unico e rappresentante legale, responsabile ex art. 2495 c.c., nonché autore delle violazioni, e ad altri 2 contribuenti ex art. 36 D.P.R. 602/1973, in qualità di ideatori delle frodi/evasioni e autori delle violazioni.Il Collegio osserva che l’Amministrazione Finanziaria contestava, oltre che all’ex legale rappresentante e unico socio autore delle violazioni, anche ad altri 2 soggetti sostanzialmente l’aver agito uti domini attraverso le cartiere per realizzare l’imponente frode Iva contestata.Occorre tener conto che la giurisprudenza della Corte (cfr. Cassazione n. 23987/2025) ha chiarito che, non solo in tema di imposte dirette, ma anche di Iva, ai fini della traslazione dell’imponibile dalla società al soggetto che l’ha gestita uti dominus, tale da assicurare la ripresa a tassazione nei confronti di quest’ultimo delle imposte dovute, non è decisivo classificare la funzione del soggetto operante dietro la medesima società e, quindi,...