Il documento Cndcec-Fnc del 25.02.2026 ha analizzato il cash pooling come strumento essenziale di tesoreria accentrata nei gruppi aziendali per ottimizzare la liquidità.
Il documento di ricerca (“Il cash pooling: vantaggi, aspetti operativi e contabili”), pubblicato il 25.02.2026 dal Cndcec e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, ha analizzato le implicazioni derivanti dalla gestione accentrata della liquidità nei gruppi effettuata attraverso il c.d. “cash pooling”.Giuridicamente, il cash pooling è generalmente ricondotto nell’ambito dei contratti atipici, con struttura variabile e con possibili profili di affinità, a seconda del modello concretamente adottato, con schemi quali il mandato, il mutuo, il conto corrente ordinario (artt. 1823 ss. c.c.) o il deposito irregolare (art. 1782 c.c.).Gli obiettivi principali del cash pooling sono la razionalizzazione delle risorse finanziarie del gruppo, la compensazione dei saldi bancari tra i soggetti coinvolti e la riduzione dei costi di transazione, dei rischi di liquidità e degli oneri finanziari.Le principali tipologie di cash pooling (la cui scelta dipende dalla struttura del gruppo e dalle esigenze operative) sono costituite da: - il “Physical cash pooling”, che implica trasferimenti reali di liquidità e assume prevalentemente le forme di “zero balance” (ZBCP, saldo giornaliero a zero), “target balance” (saldo obiettivo) e “fork balance” (in cui il saldo del conto periferico viene trasferito al pool solo per la parte eccedente una determinata soglia, mantenendo un saldo operativo minimo in capo alla partecipante);- il “Notional cash pooling”, in...