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Lavoro
21 Giugno 2023
Cassazione: la notifica degli atti nell’ispezione del lavoro
La Corte di Cassazione penale, Sez. III, con sentenza 12.04.2023, n. 15237, entra nel merito della notifica per compiuta giacenza degli atti penali dell’ispezione del lavoro, fornendo una chiave di lettura chiarificatrice.
La sentenza in esame riguarda l’assoluzione dal reato di cui all’art. 4, ultimo comma L. 628/1961, che sanziona penalmente coloro che, alla richiesta dell'Ispettorato del Lavoro di fornire notizie a norma del presente articolo, "non le forniscano o le diano scientemente errate ed incomplete; l’assoluzione deriva dalla circostanza che la raccomandata con la prescrizione ex legge 758/2004 non era stata ritirata ed avrebbe quindi dovuto esplicare i propri effetti per 'conoscenza legale' e non effettiva del precetto ivi contenuto”.
Nel caso di specie e come di uso, la prescrizione a fornire le notizie era stata preceduta da una lettera raccomandata di richiesta degli elementi e notizie a base dell’accertamento ispettivo.
La sentenza conferma l’assoluzione poiché secondo gli Ermellini, il precetto si incentra, dunque, sulla richiesta legale da parte dell'Ispettorato del lavoro, cui il destinatario non risponda o risponda in modo consapevolmente scorretto; è proprio per questo che l'effettiva conoscenza della richiesta deve essere ritenuta necessaria, perché fonte diretta dell'obbligo sanzionato penalmente, cosicché non può essere ritenuta sufficiente una notificazione per compiuta giacenza, la quale esclude, per definizione, l'effettiva conoscenza dell'atto da parte del destinatario.
Quindi si tratta di una pronuncia ben specifica, che si incentra sulla necessaria...