RICERCA ARTICOLI
Società e contratti 16 Giugno 2026

Cassazione restringe TUSD per partecipazioni in società di persone

La Suprema Corte richiede, oltre al mantenimento quinquennale della quota, anche la prosecuzione dell’attività d’impresa, importando requisiti tipici del trasferimento d’azienda in assenza di un fondamento nel dato normativo.

L’ordinanza della Cassazione n. 7619/2026 interviene sull’art. 3, c. 4-ter TUSD con una lettura che, per chi opera nella consulenza fiscale e successoria, merita attenzione critica. Secondo la Suprema Corte, per mantenere l’agevolazione TUSD sul trasferimento di partecipazioni in società di persone non basta più il solo mantenimento della quota per 5 anni: occorrerebbe anche la prosecuzione dell’attività d’impresa, sostanzialmente “importando” nel campo delle partecipazioni requisiti propri del trasferimento d’azienda. Si tratta di un’impostazione che altera l’equilibrio del regime successorio e donativo in ambito societario, introducendo oneri non scritti a carico degli eredi e dei donatari. Il dato normativo, per le partecipazioni in società di persone, è chiaro: l’art. 3, c. 4-ter TUSD prevede una condizione specifica e lineare, ossia il mantenimento della partecipazione per almeno 5 anni da parte del beneficiario, con assunzione del relativo impegno. Null’altro. La norma non richiede la prosecuzione dell’attività d’impresa, non condiziona l’agevolazione a indici di continuità operativa, non distingue fra partecipazioni in società attive, in liquidazione, trasformate o coinvolte in operazioni straordinarie, se non per il profilo del mantenimento della quota. L’agevolazione è costruita, per queste fattispecie, come un vincolo patrimoniale sulla partecipazione, non come un obbligo di gestione e continuità imprenditoriale....

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.