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Amministrazione e bilancio 10 Luglio 2026

Cassetto fiscale e API: l’evoluzione tecnica tanto attesa

L'Agenzia delle Entrate pubblica le specifiche tecniche per connettere i software dei professionisti direttamente al cassetto fiscale. Un passo avanti che supera i vecchi sistemi di estrazione dati e introduce un canale nativo, sicuro e strutturato per velocizzare gli adempimenti di studio.

Con il provvedimento n. 200918/2026, l'Agenzia delle Entrate pubblica le istruzioni tecniche per collegarsi al cassetto fiscale dei contribuenti tramite API (Application Programming Interface). In parole semplici, le API sono canali di comunicazione digitali, sicuri e standardizzati, che permettono ai contribuenti e agli intermediari da loro delegati di far dialogare il proprio software gestionale direttamente con le banche dati dell'Agenzia. Una novità che semplifica il lavoro delle software house, con ricadute dirette sull'efficienza dei professionisti.

Cosa cambia, in pratica - Fino a oggi l'integrazione tra i gestionali e il portale dell'Agenzia si è retta in buona parte su soluzioni di web scraping: programmi che simulano il comportamento di un operatore umano, effettuano il login, leggono le pagine del portale e ne replicano i clic per scaricare i documenti. Un sistema che ha funzionato, ma resta fragile: infatti, basta che l'Agenzia sposti un pulsante o modifichi la grafica di una pagina per mandare in crisi il programma, con conseguenti fermi tecnici e, spesso, inserimenti manuali di emergenza.
Con il nuovo modello, i gestionali interrogano direttamente le banche dati dell'Agenzia attraverso un canale nativo e strutturato, ricevendo dati puliti e pronti per essere elaborati, senza passare dall'interfaccia grafica del portale, garantendo la sicurezza, l'integrità, la riservatezza e l'autenticità delle informazioni scambiate. Per gli sviluppatori significa poter progettare funzionalità più stabili e meno soggette a rotture improvvise.
I primi documenti disponibili attraverso questo canale saranno le Certificazioni Uniche relative agli anni d'imposta 2025 e 2024.

Vantaggi per lo studio - Poiché i dati arrivano già in forma strutturata, possono confluire direttamente nei quadri della dichiarazione dei redditi, riducendo il rischio di errori di trascrizione. E soprattutto lo studio non dovrà più fare i conti con i blocchi improvvisi legati agli aggiornamenti grafici del sito dell'Agenzia. L'accesso via API garantisce standard più solidi di sicurezza, autorizzazione e tracciabilità, in linea con le regole del GDPR.

Tempistiche - Il provvedimento, per ora, fissa solo le regole giuridiche e le specifiche tecniche per i programmatori. Per l'effettivo avvio dello scarico dati serve ancora un avviso ufficiale dell'Agenzia delle Entrate, che indicherà la data di partenza del servizio, in parallelo al rilascio dei moduli aggiornati da parte dei singoli gestionali.