Diritto privato, commerciale e amministrativo
08 Maggio 2026
Causa familiare e donazione indiretta dopo la crisi della coppia
La crisi della relazione di coppia trasforma spesso gli spostamenti patrimoniali in oggetti di conflitto. Per questo la liberalità va provata e non semplicemente desunta dalla storia affettiva.
La donazione indiretta nelle coppie richiede un’analisi precisa della causa del trasferimento patrimoniale. L’intestazione di un bene a un coniuge o convivente, anche se finanziata dall’altro, non consente di presumere automaticamente una liberalità. L’art. 809 c.c. estende alle liberalità realizzate mediante atti diversi dalla donazione tipica alcune regole proprie del regime donativo, ma non elimina la necessità di accertare lo spirito di liberalità. La gratuità economica dell’attribuzione non coincide, infatti, con la volontà di arricchire stabilmente l’altro. La Cassazione n. 10388/2026 chiarisce il punto con particolare efficacia. Nel caso dell’autovettura acquistata con denaro della moglie e intestata al marito, la qualificazione come donazione indiretta è stata censurata perché fondata su un automatismo. La Corte richiede un’indagine effettiva sulle circostanze del caso e una motivazione analitica sulla volontà liberale. Non basta che il pagamento sia avvenuto in costanza di matrimonio. Occorre provare che chi ha sostenuto il costo abbia voluto attribuire al partner un vantaggio definitivo e gratuito, non semplicemente regolare esigenze pratiche della vita comune. La stessa logica emerge dalla pronuncia della Cassazione n. 8793/2026, relativa all’acquisto della casa familiare intestata al solo coniuge beneficiario. La Suprema Corte esclude che il semplice richiamo, in termini astratti, a un mandato fiduciario, a una donazione indiretta o ad...