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Diritto 22 Ottobre 2021

C'era una volta la privacy e il suo Garante

È bastata la motivazione dell'evasione fiscale per riuscire a superare la protezione dei dati personali.

In nome della lotta all'evasione fiscale i dati dei contribuenti, anche quelli più sensibili, ora potranno essere utilizzati liberamente, senza preventivo consenso né controllo dell'autorità di garanzia. Sono autorizzati a trattare e utilizzare tali dati l'Agenzia delle Entrate e tutti gli altri soggetti ai quali l'Agenzia potrà affidare queste attività. È quanto previsto espressamente dall'art. 9, D.L. 139/2021 (c.d. Decreto capienze) approvato dal Consiglio dei ministri il 7.10.2021 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale 8.10.2021, n. 241. La posta in gioco, come è facile comprendere, è importante, tenuto conto dell'enorme mole di informazioni, molte delle quali estremamente riservate e altamente sensibili, delle quali l'Amministrazione Finanziaria viene costantemente in possesso per effetto della moltitudine di comunicazioni telematiche da inoltrare a cadenza periodica. Un passaggio del genere era però nell'aria. Chi ha buona memoria ricorderà infatti che l'art. 1, cc. 681-686 L. 160/2019 (legge di Bilancio 2020) avevano già posto le basi per dare il via libera all'utilizzo dei dati in chiave antievasione. Il legislatore aveva infatti previsto che le attività di prevenzione e contrasto all'evasione fiscale dovevano essere elevate al rango di interesse pubblico rilevante e, come tali, rendere possibile, per la Pubblica Amministrazione, procedere al...

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