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Lavoro
29 Marzo 2023
Certificazione parità di genere come nuova opportunità per consulenti
Com’è noto, è oggi possibile per i datori di lavoro conseguire la certificazione della parità di genere ai sensi dell’art. 46-bis, c. 1 D.Lgs. 198/2006.
Tale certificazione permette di ottenere una serie di agevolazioni per il datore di lavoro meritevole, tra le quali spicca una sensibile riduzione del versamento contributivo e la maturazione di criteri premiali nell’ambito dell’aggiudicazione di appalti.
Al di là degli indubbi vantaggi per i datori di lavoro, qui non approfonditi, è possibile notare come la recente disciplina sia foriera di nuove opportunità lavorative per i professionisti e in particolar modo per i consulenti del lavoro, figure chiave nella gestione e amministrazione del personale dipendente.
In particolare, al fine di comprendere i nuovi sbocchi professionali, è necessario considerare la prassi amministrativa di riferimento, ossia la UNI/PdR 125:2022 ai sensi del Dpcm 29.04.2022. Nel dettaglio, il documento sopra richiamato individua dei misuratori KPI (Key Performance Indicator), volti alla misurazione dei criteri necessari per ottenere la certificazione di parità, appartenenti alle seguenti 6 macro-aree:
cultura e strategia;
governance;
processi HR;
opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda;
equità remunerativa per genere;
tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
All’interno di queste, sono individuate una serie di azioni, comportamenti e documenti, per le quali l’intervento del professionista appare fondamentale (e, quindi, certamente remunerabile). Ad esempio, tra i...